NEL VOLTO DEL COMPIANTO GIOVANNI PAOLO II SI CONTEMPLA LA PROVVIDENZA DIVINA CHE SEMPRE VIGILA SULLA CHIESA

La Città della Pace – Fonte: Osservatore Romano di Gianluca Biccini 29 settembre 2006 - “Noi ammirando il volto del compianto Giovanni Paolo II, contempliamo la mano della Provvidenza Divina che sempre vigila sulla sua Chiesa e le concede i Pastori adatti ai vari momenti della sua storia bi millenaria. Ogni ricordo di un Pontefice diventa così una celebrazione del Pontificato Romano, che la Provvidenza Divina ha voluto collocare qui, in quest'Urbe gloriosa, santificata dal sangue dell'Apostolo Pietro”.

 

Lo ha detto il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio cardinalizio, intervenendo – nel pomeriggio di mercoledì 27 settembre – all'inaugurazione della mostra pittorica su Papa Wojtyla, allestita in occasione del centenario dell'istituzione come parrocchia della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

 

“La luce: il senso di una vita” è il tema dell'esposizione di ventuno opere di Giuseppe AFRUNE, che ritraggono i momenti più significativi del Pontificato del Servo di Dio Giovanni Paolo II.

 

La mostra, che resterà aperta fino al 30 gennaio 2007, è organizzata dalla Fondazione Culturale “Paolo di Tarso”, i cui soci fondatori sono la stessa Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, l' “Associazione “Laborem Exercens” e l' “Associazione Realizzazione Programmi per l'Arte – onlus” (A.r.p.a.). Essa rappresenta anche la seconda Triennale promossa dalla “Città della Pace”, contenitore di eventi culturali della durata di 180 giorni, in cui arte, fede e scienza offrono occasioni di incontro per viaggiatori, studiosi e fedeli di diverse culture, in quel dialogo tra “Fides et ratio” avviato da Giovanni Paolo II e portato avanti da Benedetto XVI.

 

La perennità della Chiesa

Dal giorno della sua morte – ha ricordato il Cardinale Sodano – presero il via “tutta una serie di studi, di ricerche e di commemorazioni sulla figura e l'opera del Pontefice al quale si iniziò ad attribuire il titolo di “ Giovanni Paolo II il Grande” per ricordarne ai posteri l'alto messaggio”. Il Cardinale Sodano ha rievocato “la statura superiore di grande uomo di Chiesa, di Pastore buono e zelante” di Papa Wojtyla “sempre sollecito del bene della Chiesa e delle sorti del mondo”. Quindi ha espresso la propria gioia per averlo potuto accompagnare come suo Segretario di Stato in 53 viaggi internazionali “iniziando dalla visita al Santuario di Fatima nel maggio 1991, in occasione del decimo anniversario del tragico attentato di cui era rimasto vittima, fino all'ultimo viaggio, quello compiuto a Lourdes nel 2004” . “Ora – ha aggiunto il Cardinale Sodano – lo Spirito Santo ha suscitato nella sua Chiesa un nuovo Pastore, il Papa Benedetto XVI, che con mano sicura guida la barca della Chiesa, perchè possa portare a tutte le genti il messaggio cristiano di salvezza. Questa è la perennità della Chiesa – ha concluso – questa la sua grandezza nel corso della storia umana”.

 

Al suo arrivo a Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, il Cardinale Sodano è stato accolto dal parroco Mons. Renzo Giuliano, con il vicario parrocchiale, Mons. Giuseppe Blanda.

 

Il saluto di Monsignor Renzo Giuliano

Nel salutare i presenti, Mons. Giuliano ha ricordato l'istituzione come parrocchia dell'antica Basilica, avvenuta il 24 ottobre 1906 per volontà di Papa san Pio X. “Da allora il contesto urbano è fortemente cambiato – ha spiegato – ma due rimangono gli impegni di testimonianza ecclesiale di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, coltivati allora ed ancor più nel nostro tempo odierno: un'ampia pastorale della cultura cristiana e la spiritualità dell'unità”. Per la sua posizione centrale e per l'arte architettonica infatti essa continua a mantenere la tradizione di “chiesa ufficiale per le celebrazioni religiose dello stato italiano” e a richiamare un numero elevato di fedeli. In questi ultimi anni ha puntato ad incrementare la pastorale della cultura, che fa riferimento ad una indicazione del teologo Von Balthasar; “ La nostra parola iniziale (di credenti) si chiama bellezza ….”

 

Il secondo aspetto riguarda il mistero di unità che la parrocchia è chiamata a realizzare, soprattutto nella celebrazione dell'Eucaristia. “La figura ed il magistero del Papa – ha commentato in proposito mons. Giuliano – sono a totale servizio di questa unità ed è per questo che, ricordando la missione della parrocchia si fa presente chi dona visibilità totale al richiamo di unità del Popolo di Dio”. In tale contesto si inserisce significativamente la mostra pittorica di Giuseppe Afrune, espressione di una pastorale di incontro tra cultura e spiritualità di unità. Ad essa si aggiungono altre iniziative di catechesi, di dialogo, di testimonianza, la produzione di vario materiale multimediale di storico interesse.

 

“Idealmente – ha spiegato il parroco – vogliamo entrare in una ben fondata “Città della Pace”, ove ci si incontra, si impara a riconoscersi “Figli di Dio” e si è operativi nel bene”. La “Città della Pace” infatti, intende proseguire nella ricerca delle ragioni su cui istituire un futuro basato sull'armoniosa condivisione degli spazi e della conoscenza nella società del multiculturismo e della multietnicità, attraverso l'incontro tra civiltà in Roma, culla del cristianesimo”.

 

La “Città della pace”

All'inaugurazione della mostra erano presenti, tra gli altri, il Cardinale Giovanni Canestri, che risiede a Santa Maria degli Angeli; l'Arcivescovo Edward Nowak, Segretario della Congregazione delle Cause dei Santi; il Vescovo di Albano, Mons. Marcello Semeraro, i Monsignori, Piero Pioppo, Consigliere di Nunziatura in servizio presso la Segreteria di Stato e Francesco Camaldo, Cerimoniere Pontificio; Mons. Piero Amenta e Mons. Maurizio Barba; il dott. Saverio Petrillo, Direttore delle Ville Pontificie.

 

Sono intervenuti inoltre all'incontro – allietato dal suono del maestoso organo, con brani eseguiti dal Maestro Osvaldo Guidotti, l'autore delle opere esposte Giuseppe Afrune e la critica d'arte Viviana Normando.

La mostra - i cui contenuti artistici saranno approfonditi in un successivo articolo in “terza pagina” di Mario Spinelli – è espressione dell'attività della Fondazione “Paolo di Tarso”, istituita il 18 aprile 2003 per divulgare i valori cristiani per mezzo dell'arte. Essa si pone quale centro d'iniziative in diversi ambiti – comprese la comunicazione, l'educazione e la ricerca scientifica – e intende apportare un valido contributo allo sviluppo della società, sostenendo ed incentivando una cultura della pace. La Fondazione opera per la promozione della fede, nel rispetto delle altrui idee; per la tutela del patrimonio storico e artistico, con particolare riferimento alla Bellezza del Sacro, per il rilancio della conservazione dei beni librari e storici e la digitalizzazione e catalogazione degli stessi; e per veicolare tali principi tramite la rete web, attraverso l'istituzione di portali e di strumenti editoriali quali quotidiani, settimanali, periodici “On line”. Tra gli altri scopi della Fondazione anche il finanziamento di progetti di ricerca e di formazione per i giovani in ambito scolastico, universitario e post- universitario.